Ben tre giocatori del progetto, che da quest’anno si estende al minibasket, nella prossima stagione vestiranno le maglie di club di serie A1: si tratta di Lessing, Defendi e Furin.

Un progetto importante, condiviso da Portogruaro e Chions, che mira ad espandersi ulteriormente: stiamo parlando di Energy Basket, che da questa stagione presenterà la sua nuova versione minibasket, chiamata Energy Tigers Basket School. Alla base di tutto un team di istruttori di assoluto livello, diretto dal responsabile tecnico Marco Romanin, che abbiamo intervistato nell’ottica di sapere qualcosa in più a proposito di questa iniziativa. Prima di condividere con voi le sue parole, sottolineiamo gli ottimi risultati ottenuti nelle ultime stagioni, quando ben quattro giocatori cresciuti nel progetto si sono trasferiti in club di Serie A: parliamo di Eugenio Rota (approdato a Treviso ormai due anni fa), di Martin Lessing e Davide Defendi (entrambi all’Alma Trieste) e di Giacomo Furin, che nella prossima stagione vestirà la maglia della Virtus Bologna.

Di seguito l’intervista a coach Marco Romanin.

Marco, sei arrivato alla seconda stagione in quel di Portogruaro. Dopo un primo anno di ambientamento, vissuto tra Serie D, Under 18 eccellenza e Under 14, ecco il progetto Energy Tigers Basket School: spiegaci un po’ di cosa si tratta.

Negli ultimi anni la Pall. Portogruaro, pur non avendo un gran numero di giocatori, ha fornito ben 4 ragazzi a club di serie A, con Eugenio Rota ceduto due anni fa a Treviso Basket,  Martin Lessing e Davide Defendi ceduti a giugno scorso alla Alma Trieste e ultimo in ordine di tempo, la settimana scorsa, Giacomo Furin ceduto alla Virtus Bologna. Questo ci ha convinto ulteriormente e ci ha dato maggior carica nell’affrontare un nuovo progetto nel quale tutte le nostre energie vengano spese per far crescere il numero di atleti che praticano la pallacanestro nel territorio portogruarese, partendo dalla base, dal minibasket.

I suddetti trasferimenti rappresentano un biglietto da visita importante per il nuovo progetto: oltre a certificarne la qualità, possono senza dubbio essere un’attrattiva per i ragazzi e, soprattutto, per i bambini e le famiglie che, per la prima volta, si approcciano al mondo della pallacanestro.

Certamente, la speranza è che il lavoro fatto in questi anni sui giovani sia qualcosa che ci consente di diventare “attrattivi” per famiglie e bambini, dei vari centri che sono Portogruaro, Summaga, Fossalta di Portogruaro, Cinto Caomaggiore e Villotta di Chions.

Veniamo al ruolo del minibasket, fondamentale per porre le basi di un settore giovanile vincente: sei il responsabile tecnico e, in estate, hai lavorato molto per creare uno staff di livello.

La prima cosa su cui ho puntato è la qualità degli istruttori, che sono il vero motore del minibasket: credo di essere riuscito a coinvolgere i migliori istruttori della zona, inserendo figure di grande professionalità ed esperienza come Michele Pivetta e Claudio Pol Bodetto, oltre a Sara Nosella, Maura Martini, Gabriele Bolzon e Marco Scaggiante, che uniti agli storici Riccardo Pasquale e alla mitica Fiorella Teoldi, rappresentano uno staff che credo di poter definire di assoluto primo livello. Maurizio Moretto sarà il direttore sportivo, punto di riferimento per noi tutti.

La crescita, numerica oltre che tecnica, passa attraverso la coesione di ben 5 centri minibasket: una strategia che, soprattutto in Veneto, viene attuata già da un po’. È la chiave anche per quanto riguarda il miglioramento qualitativo?

Allargare la base attraverso l’apertura di diversi centri, curando in particolar modo il reclutamento, servirà in futuro a creare squadre giovanili omogenee e nella nostra speranza in grado di partecipare a campionati giovanili di eccellenza. Ponendo un occhio di riguardo anche al minibasket femminile, che intendiamo sviluppare in ottica di incominciare a fare basket femminile anche a Portogruaro.

Quali sono, in conclusione, gli obiettivi del progetto?

Gli obiettivi che ci poniamo sono quelli di far crescere l’intero movimento cestistico portogruarese, con il coinvolgimento dei migliori istruttori locali e di quanti vogliano avvicinarsi al nostro progetto per dare il proprio contributo. La speranza è di riuscire a formare giocatori del più alto livello possibile, continuare a produrre giocatori che possano calcare palcoscenici importanti,  formare squadre giovanili di qualità, ma anche reclutare qualcuno che possa fare l’arbitro, qualche ufficiale di campo,e perchè no, magari invogliare qualche ragazzo a fare l’allenatore. Siamo tutti molto motivati e fiduciosi, anche se consci che partendo da zero, avremo bisogno certamente di tempo.